COME FACCIO A SCEGLIERE IL CAVALLO IDEALE PER ME?


Nella " guida all'acquisto gratuita " disponibile sul sito www.ilmercatoequestre.it abbiamo già visto a cosa bisogna prestare attenzione quando si vuole comprare un cavallo. 


Decidere di fare il grande passo e accogliere il "proprio" cavallo non è cosa da poco. 


Ma come faccio a scegliere il cavallo perfetto per me? 


Dipende molto dalla situazione. Ci sono persone con una certa esperienza, che possono cedere a qualche tentazione in più , mettendo in conto eventuali difficoltà ed ostacoli durante il percorso e ci sono persone che, invece, sono abbastanza all'inizio del loro percorso equestre e che, quindi, devono fare molta attenzione a non trasformare questa esperienza in una delusione o in qualcosa di più grande di loro. 


Basare la scelta su una determinata razza o un colore, nella maggior parte dei casi, non è sufficiente. Eppure la tentazione è grande, ecco così. Tendiamo ad "innamorarci" di dettagli spesso poco rilevanti. 


Prima di procedere all'acquisto, bisogna, quindi, analizzare bene la situazione, facendosi alcune domande:

  • Qual'è il mio attuale "livello" e quali sono le mie ambizioni
  • Che tipo di carattere ho ?
  • Come affronto le situazioni e quale impatto hanno queste su di me ?
  • Le persone che mi seguono o alle quali posso rivolgermi sono disposte ad aiutarmi e quanto?
  • Quanto sono disposto a lavorare su di me
  • Il luogo in cui porterò il cavallo è adatto a quel cavallo e alle mie esigenze? 
  • Quanto sono disposto ad investire nella nostra formazione?
  • Mi Posso permettere EVENTUALI Aiuti esterni per interventi o assistenza durante l'addestramento?


Tutto dipenderà, infatti, dalla mia elasticità mentale , dalla mia serenità interiore e, inutile negarlo, dal portafogli


Se sono abbastanza sincero con me stesso e capisco che ci sono ancora cose da imparare e da migliorare (tra l'altro questo dovrebbe valere per tutti, anche se si è già "esperti" o "professionisti"), di solito ogni problema trova poi una soluzione perché la maggior parte dei problemi che riscontriamo, sono carenze nostre, di conoscenza della materia. 


Continua a studiare per capire meglio come i cavalli comunicano tra di loro ( etologia ) e come "funziona" il loro corpo ( bio-meccanica ), ci aiuta a comprendere cosa è giusto e sbagliato quando lavoriamo con loro. 


Solo così, saremo in grado di capire se quello che stiamo chiedendo è "troppo" per il cavallo o se siamo noi a non essere ancora in grado di fare le giuste richieste


Nessuna situazione è mai definitiva , in realtà, nel senso che se lo si vuole, si possono fare cambiamenti e passi in avanti, trasformando anche le situazioni più difficili in esperienze meravigliose e costruttive. 


Pochi hanno la giusta "stoffa", però. Qui non serve voler dimostrare qualcosa a se stessi, per forza. Se si è più un tipo arrendevole, con poca forza di volontà e poca fiducia nelle proprie capacità, un cavallo troppo impegnativo potrebbe anche peggiorare questa cosa. 


Se non si ha alcuna intenzione di imparare chissà quali cose, ma ci si vuole limitare a fare un giretto la Domenica (abbastanza egoistico come discorso, anche se può sembrare il contrario), allora, anche qui, servire un cavallo su cui poter fare pieno affidamento. 


In realtà, anche le ambizioni più umili, dovrebbero prevedere l'impegno da parte della persona , di una continua crescita personale e di un continuo approfondimento delle conoscenze equestri, altrimenti si fanno, inevitabilmente, dei torti , anche grandi, all'animale


La cosa ideale sarebbe provare più cavalli possibili, prima di sceglierne uno. Io, prima di avere il mio primo cavallo, per esempio (scelto da mia mamma e per nulla allineato con le mie ambizioni o preferenze ...), ne avevo montati almeno 50 diversi e non una sola volta, ma in modo continuativo. 


Sapevo gestire quasi ogni situazione nel momento del "passaggio a cavallo mio". 


Arriviamo qui ad un altro punto ... dicevo che il mio primo cavallo (Khalif - piccolo mix arabo) non corrispondeva alle mie ambizioni, ma ripensandoci adesso è stato semplicemente perfetto. 


Ecco, come bambina di 10 anni avevo ben poche capacità di analisi realistica della situazione. Mi dispiace dirlo, ma i bambini in realtà non sanno ancora davvero quello che vogliono (e purtroppo neanche molti adulti). 


Quindi, anche la più profonda analisi potrebbe essere smentita, anche da noi stessi. 


Alla fine con il mio "piccolino" ho fatto tutto quello che volevo fare e molto altro. Mi ha insegnato tantissimo e le varie difficoltà che abbiamo dovuto superare, si sono rilevate preziosissime. 


Ma attenzione, io sono una persona estremamente positiva Se qualcuno mi dice "è impossibile", la mia missione diventa automaticamente mostra il contrario?


Quindi, non prendete me come esempio. Ascoltate il cuore, sì, ma siate sinceri con voi. 


Alcuni consigli fondamentali sono: 

 

  1. Ci deve essere feeling (non solo da terra, ma anche in sella)
  2. I movimenti del cavallo devono essere adatti alla vostra mobilità e fisicità
  3. La misura! Scegliere un cavallo che sia proporzionato a voi è fondamentale non solo perché "più bello da vedere", ma per poter intervenire in modo corretto e funzionale con gli aiuti.
  4. Il cavallo deve avere un carattere compatibile (se siete ansiosi, più ansia non va bene - se siete molto tranquilli, magari un po' di carattere potrebbe essere motivante)
  5. Se avete poco polso, non optate per un cavallo troppo sicuro di se e dominante
  6. Se siete paurosi e timidi, non optate per un cavallo a sua volta timido ed impaurito dalle cose.

    

Se non avete una buona stabilità in sella e/o la dovuta esperienza, non scegliete un cavallo giovane, forte e con carattere (anche se buono, potrebbe fare qualche rallegrata improvvisa). Se Il Luogo non è adatto, magari non scegliete uno stallone (rettangolo in Fianco ai di paddock, la Scuderia confinante con femmine, paddock bassi e troppo vicini agli altri cavalli ecc.). Se non avete il pieno controllo del vostro assetto e degli aiuti, optate per un cavallo un pochino "automatico", anche se può sembrare meno affascinante (simile ai cavalli a cui siete abituati, come i cavalli da scuola).
    

Se non avete nessuno che vi sostiene e che vi aiuta, non fate scelte che richiedono troppo lavoro e addestramento/educazione di base (serve sempre un aiuto e soprattutto qualcuno che crede in quello che facciamo). La stazza del cavallo deve adeguarsi alla vostra (se siete super sottili e il cavallo ha una schiena larghissima, avrete di nuovo problemi di influenza degli aiuti - idem per il contrario). Se siete frettolosi e agitati, meglio un cavallo che da terra è super calmo e che puoi mettere ovunque senza problemi. Se volete fare endurance, meglio non optare per un frisone.
   
Se vuoi fare salto ad ostacoli un arabo potrebbe essere limitante (io conosco gente che comunque ha fatto il primo grado con l'arabo).
    

Se volete fare dressage, un cavallo americano potrebbe non essere la scelta ideale (anche se si può lavorare bene in piano con tutti, anzi si DEVE).
    

I cavalli spagnoli sono affascinanti e prestanti, ma ci vuole una pazienza estrema e molta sensibilità;
    

Un purosangue è la cosa più bella che ci sia (parere mio ovviamente), ma se non si hanno, anche qui, la dovuta sensibilità e pazienza, le cose non andranno bene ...
    

Se invece avete la piena padronanza del vostro corpo da terra e in sella e se avete pazienza e voglia di mettervi in ​​gioco, con il giusto ambiente circostante e siete disposti anche a variare le vostre ambizioni in base all'evoluzione del vostro percorso, ci sono davvero pochi limiti. 


Quando mi chiedono se qualcosa di difficile o sconsigliato è possibile, io rispondo che: "Certo, tutto è possibile, ma bisogna considerare il prezzo di tale scelta. Se sei disposto a " pagarlo " ( tempo, studio, altro tempo, pazienza, dedizione , disciplina, ancora pazienza, ridimensionamento delle ambizioni , ecc.) allora sì ... fallo! 


Sennò, meglio optare per qualcosa di più tranquillo , che ci faccia stare sereni in ogni momento e che ci porti esattamente dove vogliamo arrivare. 


Lo stress "cattivo" non porta a nulla di buono. 


Anche i migliori cavalieri sono continuamente sotto "stress" e alla ricerca di un miglioramento di se stessi e della situazione in cui si trovano, ma se lo sanno gestire, quello stress si trasforma in crescita e soddisfazioni, sennò è deleterio e snervante. 


Ultima cosa importante ... 


Per ogni cavallo e cavaliere vale la stessa cosa:


L'80% del successo è fatto da una buona base ! Il cavaliere deve avere un'ottima formazione di base (assetto, uso degli aiuti, influenza degli aiuti); il cavallo deve avere una buona educazione ed un buon addestramento di base (scala di addestramento - ABC, andature fluide, decontrazione, accettazione degli aiuti corretta, ecc)


Senza questa base, indipendentemente dal "livello" raggiunto in termini di gare o dalla disciplina che si andrà a fare (anche se si lavora a casa, per i fatti propri), i problemi sono dietro l'angolo in ogni momento e ogni "soluzione "non sarà mai veramente tale, se non si comprende l'origine vera del problema. 


Se volete approfondire questi argomenti andate qui:

www.addestramentocavallosportivo.it


Troverete un Blog , diversi manuali tecnici e il nuovo CORSO COMPLETO DI EQUITAZIONE . Inoltre, sul canale YouTube di Addestramento del Cavallo Sportivo ci sono numerosi video formativi.


Con questo è tutto! 


A prestissimo,


Daniela Schmidt 


Prossimo argomento: 

Razze da vicino: PRE, arabo e purosangue inglese.